giovedì 23 febbraio 2017

La Saltuaria Rubrica dei Libri - Vol.1 - Ready Player One


Iniziamo subito mettendo le cose in chiaro: non sono un amante dei libri. Ciò però non significa che li odi. Certo, non sono un lettore hardcore, e magari mi ci vogliono 6 mesi per leggere 400 pagine, ma comunque la lettura è un'esperienza che faccio volentieri, spesso prima di dormire, per staccare un po' dagli onnipresenti monitor/schermi/TV che accompagnano gran parte delle mie giornate.

Essendo appunto un lettore un po' "per caso", ogni libro mi accompagna per prolungati periodi di tempo, segnando (spesso in positivo, perché altrimenti è un attimo abbandonare qualcosa che mi fa cagare) interi "spezzoni" della mia vita. Quindi non vedo il motivo per non creare una rubrica regolare (si fa per dire) qui sul blog, dove parlarvi in breve di cose che ho letto e apprezzato.

Inaugurerei la cosa con Ready Player One di Ernest Cline, che mi ha piacevolmente tenuto compagnia ogni sera per gli ultimi mesi. [...]

Partiamo col dire che si tratta sicuramente del libro con la più alta concentrazione di citazionismo nerd della storia, il che è una cosa prettamente positiva, ma che a volte forse è risultato giusto un pelo forzato.

In ogni caso andiamo con ordine, di cosa parla Ready Player One? Prima di tutto c'è da dire che si tratta di narrativa, altra cosa a cui generalmente non sono troppo abituato (la non-fiction rappresenta gran parte della mia abituale lettura), quindi una storia, ma che storia? Beh, una gran bella storia sci-fi che mixa perfettamente e in modo completamente originale The Matrix con Second Life, tutto condito dall'attualissima realtà virtuale, trovando ogni valida scusa per buttare aneddoti e citazioni alla cultura nerd degli anni '80.


In breve, corre l'anno 2045, la Terra fa cagare e viverci è una merda (pare non sia cambiato molto). L'unica via di fuga dalla realtà è OASIS, un'immensa simulazione virtuale, un po' MMORPG classico e un po' Second Life, programmata da tale James Halliday, alla quale è possibile accedere tramite delle comuni periferiche VR.
Il problema è che Halliday muore e si scopre che ha lasciato in eredità OASIS e tutte le sue fortune (non virtuali) al primo "giocatore" che riuscirà a risolvere millemila enigmi e trovare il suo easter egg.

Milioni di giocatori da tutto i mondo si mettono virtualmente in cerca di questo famigerato easter egg. Tra questi milioni troviamo anche il nostro carissimo Wade Watts, nerd incallito ed estimatore degli anni ottanta, nonché protagonista della nostra avventura.

Manco sto a dirvelo, Wade (a.k.a. Parzival in OASIS), essendo fan sfegatato di Halliday da sempre, ne sa a pacchi di tutto quello che riguarda la vita e i gusti del suo idolo e si trova avvantaggiato nella famigerata caccia virtuale a suon di indovinelli e sfide su vecchi cabinati arcade.

Insomma, i buoni presupposti ci sono tutti, la storia c'è, i personaggi son fighi e non passa riga senza che venga menzionato un gioco, un tabletop, un film, una serie tv, un cartoon, un cantante o un attore riconducibile all cultura degli anni ottanta.

Il libro non è troppo lungo (neanche per i miei scarni standard) e scorre liscio liscio, soprattutto se si ha un minimo interesse in quello che viene trattato (o anche solo citato). Devo dire che nonostante fossi curioso, non mi aspettavo molto e invece sono rimasto piacevolmente sorpreso.


PS: Nel caso vi fosse sfuggito, la WB e Steven Spielberg ci stanno girando un film proprio in questi mesi. Qualche scena ripresa dai curiosi qui e qui. Apparentemente stanno girando a Birmingham (UK) al posto che negli USA, ma in fondo ci sta, Birmingham fa cagare almeno quanto l'America del futuro vista in Ready Player One!

Nessun commento:

Posta un commento