domenica 12 novembre 2017

Ho pettato tutti i doggi di Undertale


Ho finalmente giocato (e finito) Undertale, piccola gemma indie creata da Toby Fox e approdata per la prima volta su console lo scorso agosto. [...]
Inizio col dire che aspettare due anni per l'uscita console (e altri 3 mesi per mettere le mani sulla succulenta versione fisica per PS4 pubblicata da Fangamer <3 ) è stata una faticaccia. Penso che chiunque bazzichi videogiochi e d'intorni abbia sentito nominare Undertale anche solo una volta, vuoi per il gioco in sé, per il suo brillante humor o per l'apparentemente tossica fanbase; e resistere alla curiosità così a lungo non è certo cosa da me, ma lo sapete che non gioco su PC, quindi non c'era molta scelta.


Undertale è una piccola gemma, un RPG che è tutto fuorché un RPG convenzionale (forse anche uno dei motivi per cui l'ho amato, non essendo un grande fan di RPG e affini). Un (meta)gioco che fa leva sul tema dell'amicizia e della misericordia, tematiche che pochi altri sono riusciti a esplorare così egregiamente prima d'ora. In fondo la descrizione "ufficiale" del gioco recita: The friendly RPG where nobody has to die.

Uno dei punti di forza sono sicuramente i personaggi, tutti mostri over-the-top, ma in fondo molto "umani", ai quali è praticamente impossibile non affezionarsi e che alla fine dell'avventura ho visto un po' come una nuova famiglia.


Il gioco spazia da momenti puramente idillici a scene di estrema malvagità e violenza. Decisamente un titolo che riesce a stupire a ogni singola scena, con momenti umoristici senza senso e segmenti di tensione e frenesia. Un roller coaster di emozioni insomma, che ti porta a giocarlo tutto d'un fiato! E così ho fatto, passando gli ultimi giorni incollato allo schermo senza toccare altro (ma pettando tantissimi doggi!)


Quindi niente, come al solito questa non vuole essere una review, ma semplicemente i miei 2 cents su un gioco che a parer mio tutti dovrebbero giocare almeno una volta nella vita <3

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